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Sul Gran Sasso d’Italia, in
Abruzzo, un impianto combinato
all’avanguardia in Europa.
Sarà realizzato dalla Provincia di
Teramo ed entrerà in funzione in
primavera
Sarà pronto per la prossima
stagione estiva il nuovo impianto
“combinato” dei Prati di Tivo sul Gran
Sasso d’Italia, la prima
seggio-cabinovia con stazione
intermedia realizzata in Italia.
Un'opera da 12 milioni e 500 mila euro
per un impianto che, per tipologia e
lunghezza (circa 1.600 metri), è il
secondo in Italia, dopo quello della
Val Passiria in Alto Adige, ed il
quarto in Europa.
Potrà trasportare fino a 1800
persone ogni ora grazie ad un sistema
misto cabinovia-seggiova (il
cosiddetto telemix) che collegherà il
piazzale della stazione sciistica dei
Prati di Tivo (1400 m.) alla Madonnina
(2000 m.).
Il progetto prevede anche la
realizzazione di opere antivalanghe.
"Una vera svolta per tutto il
territorio montano, un volano di
attrazione non solo per la nostra
Provincia ma per l'intero Abruzzo – è
il commento del Presidente della
Provincia di Teramo, Ernino D'Agostino
- con questa infrastruttura la nostra
montagna entra di diritto fra i
comprensori turistici italiani più
attrezzati; alla grande bellezza della
natura ora si affianca il valore
aggiunto di un servizio al passo con
l'Europa e con una logica di turismo
integrato e moderno. Un risultato –
continua il Presidente D’Agostino –
reso possibile grazie alla
collaborazione e l’impegno di tanti
soggetti istituzionali e fra questi la
Camera Di Commercio, la Regione
Abruzzo, le amministrazioni locali, i
Consiglieri provinciali, e dalle
persone,tecnici, dirigenti e
professionisti che ci hanno
assistitito in questa delicata e
complessa operazione".
La Provincia ha vincolato 10
milioni di fondi Fas alla parziale
copertura dei costi dell'opera
consentendo così alla Gran Sasso
Teramano Spa, società concesionaria
dell'opera, di accedere ad un
prestito-ponte concesso dalla
Unicredit Corporate Banking in attesa
che maturi l'iter del contributo
pubblico (Regione-Unione Europea). Gli
altri 2 milioni e mezzo saranno
coperti con un finanziamento della
legge regionale 140. La proprietà
dell'impianto rimarrà alla Provincia e
sarà gestita dalla "Gran Sasso" sulla
base di una convenzione già approvata
dal Consiglio Provinciale.

A realizzare i lavori sarà la
Doppelmayr, che ha vinto la gara
bandita dalla "Gran Sasso" come
capofila di un'Ati composta anche da
Htb Italia Srl, azienda altoatesina.
La Doppelmayr è un'azienda austriaca
leader nel settore della realizzazione
di impianti a fune. Il gruppo è
presente in oltre 33 Paesi nel mondo e
finora ha realizzato più di 13.700
impianti.
I lavori sono stati consegnati alla
Doppelmayr nello scorso mese di
agosto. Per realizzare la cabinovia,
secondo quanto stabilito dalla gara,
l'impresa avrà 169 giorni di tempo.
La messa in opera della nuova
seggio-cabinovia dei Prati di Tivo
rappresenta soltanto l’ultimo tassello
di un percorso iniziato nel 2001,
quando la Provincia di Teramo -
assieme alla Camera di Commercio, a
tre Comuni dell’area montana (Pietracamela,
Crognaleto e Fano Adriano) e ad altri
enti pubblici e privati – ha dato vita
alla società mista “Gran Sasso
Teramano Spa.” per il rilancio e lo
sviluppo turistico dell’intero
comprensorio montano provinciale.
Oltre alla gestione e
all’ammodernamento delle due stazioni
sciistiche di Prati di Tivo e Prato
Selva, tra gli obiettivi strategici
della società, anche l’attuazione di
interventi ed investimenti per la
crescita del turismo estivo della
montagna teramana.
Società appaltatrice
Gran Sasso Teramano s.p.a; la società
è compartecipata dalla Provincia – che
ne ha promosso la costituzione - e da
altri 20 enti pubblici fra i quali la
Camera di Commercio e il Comune di
Pietracamela.
Ditta esecutrice
ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI IMPRESE:
Doppelmayr Italia s.r.l. (Lana – BZ)
capogruppo
H.T.B. Italia s.r.l. (Nalles – BZ)
mandante
Costo globale intervento. Tempi di
realizzazione
euro 12.500.000
169 giorni a partire dal 27 agosto
2008
Caratteristiche tecniche
dell’impianto a fune:
veicoli misti: seggiole quadriposto +
cabine ad otto posti
portata oraria massima: 1800
persone/ora
portata estiva: 580 persone/ora
lunghezza sviluppata: 1610 m
dislivello: 557 m
velocità in linea: 5,0 m/s
tempo di percorrenza: 6,1 min
potenza installata: ~ 1000 kW
Iter progettuale
La sostituzione dell’impianto
esistente si è resa necessaria per la
scadenza della vita tecnica di quello
esistente (fissata in 40 anni dal DM
23/85). Nel 2004 è stato redatto il
primo progetto preliminare. La scelta
tipologica del nuovo impianto doveva
necessariamente ricadere su funivie ad
“ammorsamento automatico” che
garantisce: condizioni di sicurezza
per il trasporto estivo ed invernale;
standards di trasporto efficienti per
l’intera vita tecnica del nuovo
impianto (40 anni); funzionalità ed
efficacia al trasporto pubblico nelle
ore di punta dei periodi di maggiore
affluenza; consente l’accesso
agevolato ad ogni categoria di
viaggiatori compresi i diversamente
abili; riduce l’esposizione al vento
delle strutture di linea e ridurre il
numero di sostegni.
Opere di difesa valanghe
Le opere destinate alla difesa dal
pericolo valanghe sono costituite da
tipologie diverse. In primo luogo
vengono proposte reti fisse, per la
protezione della parte alta della
linea del tracciato funiviario e della
relativa stazione di sbarco
intermedio; ad esse sono complementari
alcuni deflettori del vento posti
sulla Cresta dell’Arapietra in
prossimità della stazione di monte.
Poi vengono individuate le
localizzazioni ove porre in opera i
GasEx, strumenti progettati per
provocare artificialmente il distacco
delle masse di neve presenti sui
pendii sottostanti evitando pericolosi
accumuli e consentendo la
disponibilità di masse di neve in
prossimità delle piste a quote
inferiori. Infine, presso la stazione
dei Prati di Tivo, a protezione
ulteriore del magazzino dei veicoli e
della zona pubblica del parcheggio,
viene realizzato un rilevato a
protezione delle zone in scavo,
utilizzando in parte i volumi di
movimento terra, sistemato a verde con
essenze autoctone e naturalizzato con
la posa in opera di trovanti rocciosi
residui dalle operazioni di
movimentazione del terreno. Alcuni
interventi complementari di
“spietramento” manuale delle piste
esistenti consentiranno la fruibilità
di circa 10 chilometri di piste
disponibili in aggiunta a quelle già
servite dagli impianti realizzati nel
2003.
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