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Raduni >> 18 Giugno 2004 - Visita alla Doppelmayr di Lana >> La cava di Lasa
Foto e testi di Giorgio, Giovanni, Paolo e Simone

 

Da qui parte la ferrovia su cui i carrelli sono mossi da motrici TIBB (materiale rotabile risalente anch’esso al 1929 o al 1930). Esse sono a propulsione diesel-elettrica: private dei pantografi hanno i motori elettrici alimentati da un mini-alternatore mosso da un piccolo motore diesel.

Il freno in primo piano e il reostato di guida:

Essendo l’impianto chiuso nel fine settimana, abbiamo potuto percorrere l’intera linea, della lunghezza di circa 2 km con una tranquilla passeggiata in piano di circa mezz’ora.

La ferrovia, avente uno scartamento di 1 m, è anch’essa realizzata con pezzi dell’epoca, ma in diversi punti il fungo e le traversine sono particolarmente usurati, addirittura ad un certo punto abbiamo notato un’evidente cricca, riparata alla meglio giuntando i due monconi (abbiamo pensato che i convogli debbano transitare molto lentamente per non rischiare lo svio).

La sede ferroviaria è trattenuta verso il basso da un muro di cemento che corre lateralmente per l’intera distanza, ma appare fortemente esposta a frane provenienti dal pendio sovrastante particolarmente ripido. Abbiamo notato dei brevi monconi di binari che evidentemente sono stati via via inseriti per rattoppare la linea, ripristinando parti distrutte da frane o logorate dal tempo. La linea elettrica, una volta esistente, è stata dismessa, resta solamente qualche palo inclinato e completamente arrugginito.

 

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