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Ringraziamo la STA
Strutture Trasporto Alto Adige per la
preziosa collaborazione durante la
realizzazione dell'impianto che ha
consentito di realizzare la
monografia del vecchio impianto,
lo
speciale cantiere e questa
monografia, in particolare i Sig.
Dejaco e Kofler.

Leitner Ropeways dal 2007 al maggio
2009 è intervenuta in pieno centro a
Bolzano per la sostituzione della
"Funivia del Renon", importante linea
di collegamento urbano tra il
capoluogo altoatesino e l'altipiano di
Soprabolzano-Renon. L'impianto viene
utilizzato principalmente dagli
abitanti di Soprabolzano che scendono
a lavorare in città, ma anche da
moltissimi turisti che salgono in
quota per escursioni con lo storico
trenino a scartamento ridotto e
passeggiate con uno straordinario
panorama su Bolzano ed il massiccio
dello Sciliar.

La linea si sviluppa su una
lunghezza inclinata di 4559,30 metri
ed un dislivello di 947 metri che la
porta ad essere l'impianto funiviario
più lungo d'Italia.
Il vecchio impianto (monografia),
realizzato nel 1966 dalla Ceretti
Tanfani a portanti singole, con una
portata di 250 persone/ora non era più
adeguato alle esigenze di trasporto e
nel 2006 era giunto alla scadenza di
revisione quarantennale che avrebbe
richiesto ingenti investimenti che in
ogni caso sarebbero durati per soli
altri 20 anni, termine di scadenza di
vita tecnica per le funivie a va e
vieni. Inoltre a causa della lunghezza
del tragitto venivano a crearsi lunghe
attese presso le stazioni soprattutto
nelle ore di punta mattutine e serali
e la conformazione della linea prima
inclinata e poi orizzontale causava
numerosi accavallamenti delle funi.

Di qui la decisione da parte di STA
(Strutture Trasporto Alto Adige) di
demolire completamente l'impianto e la
proposta di sostituirlo con una
soluzione tecnologicamente più moderna
a moto unidirezionale. L’impianto
scelto e realizzato è una "cabinovia
trifune ad ammorsamento automatico a
moto unidirezionale intermittente"
(definito TGD = Tricable Gondola
Detachable). Il Sistema 3S presenta 2
funi portanti + 1 fune traente, in
quanto con tale tipologia di impianto
si soddisfano al meglio le seguenti
esigenze:
- possibilità di effettuare lunghe
campate;
- sostegni di linea di tipo
funiviario;
- fune traente sospesa su
cavallotti di linea senza problemi
di franchi verticali in linea a fune
libera e accavallamenti;
- stabilità al vento trasversale;
- soccorso aereo;
- cabine al elevata capacità di
carico, con 2/3 dei posti a sedere;
- numero di cabine contenuto e
tempi di evacuazione ridotti.
La costruzione è stata assegnata
mediante una gara d'appalto pubblico
PPP: presso la stazione a valle è
stato realizzato un parcheggio di 100
posti auto che sarà gestito da Leitner
per 40 anni. Dopodiché, l'immobile
passerà alla Provincia. Tradotto,
Seeste e Leitner realizzeranno la
cabinovia. che costa alla Sta, ossia
all'amministrazione provinciale,
16 milioni di euro. Nel
contempo hanno costruito a loro spese
la nuova stazione a valle, all'interno
della quale sono stati realizzati
12.000 metri cubi, suddivisi fra un
garage interrato da tre piani con
almeno 130 posti auto, una superficie
di 1.264 metri quadri da destinare a
uffici, in quota parte pubblici, e
un'altra superficie di 1.500 metri
quadri destinata invece al commercio.

Leitner ha vinto sulla concorrente
Doppelmayr, unica altra partecipante,
con una differenza finale sul prezzo
(varianti incluse)
di circa 3 milioni
di euro.
Si tratta del primo 3S italiano e
di una assoluta novità per Leitner,
che fino ad ora non aveva mai
realizzato impianti nè cabine di
questo tipo; quindi una grande sfida
tecnica in cui anche la storica Agudio
di Torino (ora gruppo Leitner) ha
avuto un ruolo fondamentale per la
gestione del progetto e la
progettazione di alcune componenti
funiviarie.
L'impianto si sviluppa sullo stesso
asse della vecchia funivia e
riutilizza parte delle fondazioni
della stazione motrice di monte, anche
i sostegni ricalcano la precedente
configurazione, ad eccezione della
rimozione di un sostegno prima dell'ex
dispositivo rompitratta a metà linea.

La stazione di valle si trova nei
pressi della stazione ferroviaria,
stretta tra via Macello e lo scalo
autovetture; proprio questo fatto ha
complicato ed influenzato pesantemente
il rinnovo.

Poiché non è stato possibile
acquistare i terreni retrostanti da
RFI, lo spazio non era sufficiente per
realizzare una normale stazione 3S con
travi di lancio adatte alle velocità
standard di 7 m/s; si è quindi dovuto
adattare il moto dell'impianto
rendendolo intermittente pulsee, con
una rallentamento di tutta la linea da
7 a 3 m/s durante l'ammorsamento delle
vetture. Questa soluzione fa sì che le
travi di accelerazione (per l’uscita
dalla stazione) e decelerazione (per
l’ingresso in stazione) risultino di
lunghezza inferiore a quelle
normalmente previste per il moto
continuo a velocità costante. Infatti
nella fase dell’ingresso dei veicoli
nelle stazioni, questi vengono
sganciati automaticamente alla fune
traente, la quale è in continuo
movimento alla velocità ridotta di
3.0m/s, e successivamente vengono
ulteriormente rallentati sino alla
fermata nel girostazione.
Come è facile comprendere, la
negatività di questa unica soluzione
adottabile, è
il doppio rallentamento che le vetture
già in linea subiscono per alcuni
secondi, ed i consumi più elevati
rispetto ad un impianto a moto
continuo, per le frequenti frenate ed
accelerazioni.

Il secondo grosso problema da
superare era la presenza di due
condomini proprio di fronte alla
stazione di valle, con relativi
problemi di franchi verticali ed
orizzontali; in questo caso, anche
alzando il piano di imbarco, è stata
mantenuta la deroga alla normativa già
presente per il vecchio impianto per i
franchi laterali. Durante i lavori di
tesatura delle funi si è dovuta
prestare particolare attenzione agli
edifici, proteggendoli con appositi
falconi della ditta Parth.


Anche l'area della stazione di
monte era vincolata, soprattutto in
larghezza, a causa di una quercia
secolare che si è deciso di
preservare; sono quindi state
riutilizzate le dimensioni della
precedente stazione sviluppando la
nuova in altezza; in questo caso
comunque non ci sarebbero stati
problemi per la lunghezza delle travi
di ammorsamento da 7 m/s.
Il montaggio ha comportato alcuni
problemi logistici soprattutto per
l'accesso alle zone di Santa
Maddalena, con stradine
particolarmente strette e poco adatte
alle moderne macchine operatrici, e
per il ritrovamento di un ordigno
bellico durante gli scavi per la
stazione di valle.
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Come raggiungere l'impianto
Meteo
Orari e prezzi
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