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La seggiovia Madesimo-Andossi
fu costruita tra il 1953 e il 1954 su
commissione della Società Ski Lift
Internazionali, fortemente voluta
dall’Amministratore Unico Lorenzo
Scaramellini.
Erano gli anni del dopoguerra e ci si
stava rendendo conto delle grandi
potenzialità di Madesimo per il
turismo invernale e sciistico.
La ditta CITA di Milano realizzò
così una seggiovia monoposto sul
versante degli Andossi dove era già in
funzione un rudimentale skilift, fu
questo il primo impianto di concezione
moderna che la ditta amministrata dal
Geom.Gino Fava (poi divenuta SACIF
negli anni a venire) costruì a
Madesimo.
La partenza era situata in
prossimità della confluenza tra i
torrenti Groppera e Scalcoggia, poco
più in basso della chiesa
parrocchiale, l’arrivo su un
monticello dove oggi si trova il
Rifugio La Baitella, l’impianto
interessava il versante meridionale
dell’altipiano degli Andossi,
esattamente di fronte alle attuali
piste da sci che nel tempo ebbero più
fortuna.
Per la messa in funzione ci volle il
suo tempo, il nulla osta tecnico
all’esercizio fu disponibile solo il
28 giugno del 1955 a causa di una
serie di lungaggini burocratiche che
anche allora non mancavano.
L’impianto ebbe però una vita breve
: nel 1962 la ditta SACIF propose uno
studio di modifica della linea. La
società EDISONVOLTA aveva infatti il
progetto di realizzare l’attuale
bacino idroelettrico sbarrando il
torrente Scalcoggia. Tale opera
avrebbe portato il livello delle acque
a 2,40 m. sotto il piano della
stazione motrice provocando la totale
immersione del plinto e di circa 0,80
m. dalla base del primo sostegno, di
ritenuta.
Dal 1963 non si ha più notizie
della seggiovia che viene cancellata
persino dalle carte geografiche della
zona. In seguito al suo smantellamento
la società SLI non costruì più nessun
impianto sugli Andossi, proferendo un
consistente impegno economico tra il
1963 e il 1967 per la ricostruzione
degli skilift del Lago Azzurro che fu
affidata a SACIF nel frattempo
trasferitasi presso l’attuale
stabilimento vicino a Sondrio.
Svariati anni più tardi si tentò il
ripristino della sciabilità
dell’altipiano degli Andossi
commissionando alla ditta Leitner di
Vipiteno la costruzione di due
sciovie, rispettivamente nel 1972 e il
1976, che collegarono una zona un po’
più a monte del centro abitato di
Madesimo, passando davanti al Rifugio
Camanin, con l’Alpeggio San Rocco.
L’omonimo skilift arrivava proprio
davanti allo storico Rifugio
Patriarca, oggi chiuso.
Ma anche questi due impianti non
ebbero fortuna, essendo scollegati da
quelli funzionanti sul versante
opposto. Presto furono abbandonati per
essere definitivamente smantellati
negli anni ’90.



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